Prof.ssa Luciana Fiorellino, Campo Scuola a Sabaudia- 2015

Carissimi colleghi,

parto da questo aforisma “I monti sono maestri muti e hanno discepoli silenziosi”(Goethe) per farvi cogliere l’essenza profonda dell’esperienza vissuta con i nostri “discepoli” calata in un contesto diverso da quello scolastico e a contatto diretto con la natura.

Ciò ha creato una grande alchimia, grazie anche alla presenza costante di un gruppo di esperti accompagnatori, che in questa lettera ringrazio, i quali con grande passione, coraggio ed entusiasmo hanno saputo cogliere e tirar fuori il bello che ogni alunno possiede, ma che nella scuola fatica a manifestarsi.

Il primo contatto con la natura, nostra amica in molte circostanze, è avvenuto sin dal primo giorno, durante il quale ci siamo incamminati lungo un sentiero, esplorando il fitto bosco della grande Riserva Naturale del Circeo.
La nostra guida ha reso più attenta e consapevole la scoperta di questi meravigliosi posti e ci ha permesso di comprendere quanto sia delicato e sottile l’equilibrio tra l’uomo e l’ambiente.


Appassionante è stata la sfida che ci ha portati sul Punto Panoramico del Monte Circeo, quasi a toccare con mano il cielo. Ed è proprio il lungo percorso, pieno di difficoltà, che ha stimolato i nostri ragazzi, recando loro il piacere di essere riusciti a compierlo tutto fino alla fine. Ci sono stati momenti per avanzare, momenti per riposare, aiutare il compagno in difficoltà affiancandolo, sostenendolo e quando si è scesi ritornando al punto di partenza, si leggeva nei lori occhi la gioia del cammino fatto, delle nuove cose apprese, della fatica impiegata e della cima raggiunta.

La parola “sfida” ha accompagnato anche la nostra divertente traversata sul dragonboat, canoa cinese, dove tutti assieme abbiamo remato a ritmo di tamburo, favorendo un’atmosfera che ha permesso momenti di coesione di forza fisica e mentale. E scivolando con la canoa sul lungo lago abbiamo potuto ammirare ampiamente il panorama circostante e le bellezze archeologiche e naturali. Al termine di ogni impresa vissuta non è mai mancato un momento di riflessione.

Ritornando al silenzio della citazione iniziale, riconosco in questa esperienza vissuta una forma di comunicazione superiore capace di dire molto, perché parla il linguaggio delle emozioni, dei pensieri, delle sensazioni che nessuna forma di comunicazione verbale saprebbe mai tradurre in modo tanto pieno, intenso e profondo.

Sono sicura che i mie due simpaticissimi partners della scuola Faraday che mi hanno supportata, essendo unica donna in mezzo ad una grande schiera di alunni maschietti staranno sorridendo alla mia citazione e pensando…”anche la montagna si è arresa ad una forza della natura superiore: la mia CHIACCHIERA!!!”

Luciana Fiorellino

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